Cosa significa essere Cristiano Evangelico appartenente ad una chiesa Cristiana Indipendente come quella di Via Britannia 70/a di Roma?

Chiesa Evangelica Indipendente sta a significare che non riceve sovvenzioni esterne, non deve rendere conto a nessuna organizzazione “madre” esterna. L’autorità suprema della chiesa locale è Cristo il quale parla attraverso la Sua Parola, cioè la Bibbia, che quindi viene intesa quale “Parola di Dio”. Gli “anziani” ed il Pastore, il quale è egli stesso un “anziano”, sono dei credenti “nati di nuovo” che hanno accumulato una esperienza sufficiente a sostenere un ruolo di responsabilità per la cura di coloro che fanno parte della comunità e notoriamente insegnano in modo coerente e corrispondente a quanto è scritto nella Bibbia.

L’insegnamento principale è quello di riuscire a leggere correttamente la Bibbia al fine di poter identificarne autosufficientemente ed autonomamente l’insegnamento.

Personalmente affermo di essere un credente “nato di nuovo”, come affermato da Gesù in Giov.3-3 “Gesù gli rispose dicendo: In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio.” Per nascere di nuovo bisogna credere che Gesù è morto al proprio posto, pagando per sempre il proprio peccato, pertanto io ho creduto, per fede, attraverso una preghiera fatta il 26 Gennaio 1983, che quando Cristo è stato crocifisso sulla croce è morto a causa mia, per pagare la mia colpa personale, Egli in quel modo ha pagato i miei peccati passati, presenti e futuri, ed allo stesso modo come Lui è risuscitato dalla morte, così anch’io risusciterò, se morirò prima del Suo ritorno. Io so che da quel momento ho la vita eterna perché ho creduto fermamente, senza esitazione alcuna, alla Sua Parola, che in Giovanni 5:24 attesta: “In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.” In base a questa Parola io credo che non sarò giudicato poiché già oggi godo della vita eterna.

Pertanto affermo di essere salvato in base alla mia fede, non per le mie opere come evidenziato dall’Apostolo Paolo in Romani 4:4-5 “Or a chi opera, la mercede non è messa in conto di grazia, ma di debito; mentre a chi non opera ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è messa in conto di giustizia.”  Quindi la mia salvezza è frutto della grazia di Gesù per mezzo della mia fede in Lui e non può in alcun modo essere da me guadagnata attraverso delle opere propiziatorie. Non credo che esista il purgatorio perché nella Bibbia non ce n’è traccia, non credo in un’autorità umana suprema ma solo in Cristo quale capo vivente della Sua chiesa e la Sua autorità è esercitata attraverso ciò che sta scritto sulla Bibbia. Credo che Gesù sia nato da Maria, la quale era vergine al momento del concepimento che è avvenuto per opera dello Spirito Santo, credo altresì che abbia avuto in seguito un matrimonio normale con Giuseppe ed ha avuto dei figli come riportato nel Vangelo di Matteo 12:46-50 “Mentre Gesù parlava ancora alle turbe, ecco sua madre e i suoi fratelli che, fermatisi di fuori, cercavano di parlargli. [E uno gli disse: Ecco, tua madre e i tuoi fratelli son la fuori che cercano di parlarti.] Ma egli, rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli? E, stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre.” Ed ancora nel Vangelo di Marco 6:3 “ Non è costui il falegname, il figliuol di Maria, e il fratello di Giacomo e di Giosè, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi? E si scandalizzavano di lui.”

E di nuovo Paolo afferma in Galati 1:18-19 “Di poi, in capo a tre anni, salii a Gerusalemme per visitar Cefa, e stetti da lui quindici giorni; e non vidi alcun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore.” Non credo che l’intercessione a Dio sia possibile a uomini morti, anche se morti in Cristo, quali possono essere i “Santi”, in realtà il termine “santo” è indicativo di una persona credente la quale attraverso la fede in Cristo è separato dal peccato, infatti “santo” significa separato. Questa tesi può essere rafforzata se si considera che l’Apostolo Paolo nella sua epistola ai Filippesi parla a gente vivente in quel momento, chiamandoli “santi”: “Paolo e Timoteo, servitori di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono in FilippiFilippesi 1:1 Pertanto la definizione di “santi” è alternativa e coincidente al termine “credenti”.